Reportage

Dalla Grecia con furore

Alonissos, città vecchia

Alonnisos, Agios Dimitriios XVI - XVII sec.


La Mer

“La mer
Qu’on voit danser le long des golfes clairs
A des reflets d’argent
La mer
Des reflets changeants
Sous la pluie”

La mer – Charles Trenet

Torno da una splendida vacanza nel sud della Francia. Torno rilassato, rinvigorito e arricchito. Torno dopo essere stato into the wild con la nostra nuova tenda che ci metti 3 secondi a montarla e 3 ore a ripiegarla se non hai letto bene le istruzioni… Torno con tre becconi di medusa, anzi méduse. Uno sul braccio, un altro sulla gamba e uno vicino… ehm… diciamo solo che è stato quello più doloroso!

L’isola di Porquerolles è magnifica!


La musica di Goran Bregović

Assistere al concerto di Goran Bregović e della sua “Wedding & Funerals Band” è stato come salire sulle montagne russe. La musica sale sale sale e alla fine esplode in una pazza corsa fatta di ritmi trascinanti. Un mix esplosivo di pop-rock, musica popolare tzigana e folk dei Balcani. Una sonorità unica che mescola chitarra elettrica, ottoni e campionamenti. Quando si viene travolti dal Suono di Goran non si può far altro che ballare…

Bum bum bum bum… Kalasnjikov…

L’inizio del concerto ha visto alcuni elementi dellla Band iniziare a suonare in mezzo al pubblico. Il fatto ha piacevolmente sorpreso la Freckles e i nostri amici, un po’ meno il mio orecchio destro che si è beccato proprio le primissime note di tromba dritte dritte nel padiglione auricolare.

Una forza della natura sto trombettista!


Frozen Fritz

L’uomo venuto dal ghiaccio con i suoi 5.000 anni di età è la mummia più antica del mondo. Otzi o Oetzi, così soprannominato da un giornalista, è esposto nella sezione a lui dedicata all’interno del Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano.
Per poter conservare Otzi, o se preferite Frozen Fritz, così lo chiamano gli americani, è stato necessario ricreare artificialmente le originarie condizioni di conservazione nel ghiacciaio tramite un complesso sistema di raffreddamento. Il box in cui giace la mummia presenta pareti rivestite di ghiaccio e due celle frigorifere che consentono di mantenere una temperatura di - 6° Celsius ed una umidità pari al 96 – 98%. Inoltre sulla sua pelle viene regolarmente spruzzata dell’acqua sterilizzata per favorire la formazione di ghiaccio superficiale.
Osservare Frozen Fritz da una finestrella di 40 x 30 cm è stata un’esperienza indimenticabile. All’inizio mi sembrava di essere difronte ad un tavolo da autopsia con sopra un alieno, poi ho iniziato a notare i particolari: le mani, il tatuaggio sul piede, la pelle del collo. Se non siete facilmente impressionabili è davvero emozionante quello che vi aspetta dietro la piccola finestra.
Oetzi è ritenuto il primo essere umano tatuato, si pensa che le linee e le croci tatuate sul suo corpo avessero una funzione curativa. Alcuni ipotizzano che sia deceduto per morte violenta, trafitto da una freccia ma c’è già chi ha formulato un’ipotesi diversa sulla base di discutibili indizi.
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Una gita in una fredda e soleggiata Bolzano non priva di conseguenze inquietanti.
Tornando a casa la batteria della macchina mi ha lasciato a piedi e il giorno successivo la Freckles si è svegliata con il collo bloccato.
Che la maledizione dell’uomo di ghiaccio si sia abbattuta anche su di noi? Mica siamo entrati nella tomba di Senef!


Picnic sul lago.

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Ore 14.25: arrivo a Garda.
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Ore 16.27: per fortuna non abbiamo scelto di fare qui il nostro picnic.
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Ore 16.39: passeggiata per favorire la digestione, ovviamente abbiamo mangiato meat pies.
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Ore 16.44: uno sguardo nel blu.
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Ore 17.58: ultimi raggi di sole.
Che bella domenica!

Ciak si gira Ep.VI. Il ritorno di Freddy Krueger

In questo ultimo post dedicato alla nostra giornata a Movieland (mica le trilogie le può fare solo Lucas!) vorrei dirvi che ho finalmente potuto ammirare la “vera” DeLorean di Ritorno al futuro, di cui vi ho parlato qui, non ci credete?

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Come dite? Non ci credete ancora? Almeno un poco le assomiglia… ;)

Dovete sapere che a Movieland c’è un sinistro maniero, The Horror House, che vi consiglio di visitare se siete amanti dell’horror come lo siamo io e Freckles.

Questa casa si visita a piedi, non si sta comodamente seduti sul solito vagoncino da luna-park… eh no… sarebbe troppo facile! Siete voi a dover camminare o correre, a seconda delle circostanze, se volete uscirne vivi.

Il percorso si fa in gruppo, abbiamo fatto amicizia con i nostri compagni di viaggio (siamo partiti in 7 ma solo in 4, noi e un’altra simpatica coppia, ce l’abbiamo fatta) facendoci luce nei bui corridoi con i nostri cellulari. Ovviamente noi maschietti eravamo i primi ad entrare nelle varie sale ed i primi a scappare quando la situazione precipitava, lasciando le giovani donzelle nelle mani dei più spaventosi mostri del cinema horror.

Confesso di aver abbandonato Frekles nelle grinfie di Hannibal the cannibal che ha cercato di mangiarle la testa, per fortuna aveva la museruola!

Il pianto di un bambino vi accompagna mentre dal corridoio buio arrivate in una cella frigorifera piena di cadaveri appesi a dei ganci da macello, la luce va e viene, la macchina a cui sono appesi i corpi si mette in funzione… Freddy sbuca dal nulla e vi viene incontro agitando le mani… ma un momento dove sono finiti gli artigli? Siamo corsi fuori dalla stanza, Freckles si è presa un bel cadavere sulla schiena, ma non vi preoccupate Freddy non è riuscito a prenderla, l’ultimo ero io!

Krueger mi ha raggiunto con facilità e nel buio, non lo scorderò mai, mi ha detto:

“Una ragazza ha perso il suo cerchietto, tieni!”

Grazie Freddy sei il mio mito!

La paura folle che ho provato mi accompagnerà fino alla fine dei miei giorni.

 

 


Ciak si gira Ep.V. The Imperial March e Dark Resurrection.

In questo filmato potete vedere l’inizio della parata, molto suggestiva, mi sembrava di essere dentro L’Impero colpisce ancora

Nel tardo pomeriggio ho avuto il piacere di conoscere Angelo Licata e Davide Bigazzi gli autori del film Dark Resurrection. Pensate che il progetto li ha impegnati, insieme agli attori e a tutte le persone che hanno contribuito alla sua realizzazione, per più di due anni.

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Mi sono perso la proiezione del film per gli ospiti del parco ma l’ho visto il giorno dopo. Mi è piaciuto molto non solo per la cura con cui è stato realizzato e per la professionalità degli attori ma anche per la storia narrata che ci mostra l’universo di Star Wars come non lo avevamo mai visto (mi ha colpito la scena iniziale dove si vede la costruzione della spada laser, il modo in cui sono stati realizzati i poteri jedi, la sensazionale espolosione di una nave spaziale, l’ambientazione del film, la scena del rito del distacco, i combattimenti con tanto di camminata sul muro alla Jedi Outcast…).

Dark Resurrection mi ha proprio diveretito e affascinato! Consiglio a tutti la visione!

…to be continued.


Ciak si gira Ep.IV. Una giornata a Movieland tra R2-D2 e Darth Vader.

Sabato scorso sono stato con la mia dolce metà al parco divertimenti Movieland, a Lazise sul Garda, per assistere da fan di Star Wars al 1° STORMTROOPER RENDEVOUZ 2007.

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L’evento è stato organizzato dalla 501^ Italica (con la collaborazione di GuerreStellari.net) la guarnigione italiana della 501st Fighting Legion, il più grande club di costumi imperiali di Star Wars al mondo.

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Al raduno hanno partecipato membri non solo della Garrison Italica e di altre Garrison Europee della 501st Legion (vi invito a guardarvi questa gallery, molto divertente!) ma anche di altri fanclub e realtà del fandom di Star Wars italiani.

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La nostra giornata a Movieland è iniziata con la visita all’esposizione di oggetti e costumi della Saga.

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Questi sono alcuni dei premi in palio andati ai fortunati vincitori della lotteria di beneficienza per la fondazione Meyer.

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Del parco, veramente divertente, vi parlerò in un prossimo post anche perchè questa è un’altra storia…

Largo alle foto pre, durante e post parata!

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La parata è stata spettacolare un grande complimento va a tutti i partecipanti che hanno reso magica la giornata passata agli studios.

Con il caldo atroce che c’era se avessi dovuto indossare uno di questi splendidi costumi sarei stramazzato a terra ancora prima di mettermi in marcia!

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…to be continued.


Reportage DeLorean – “Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!”

Doc : “Benvenuto al mio più grande esperimento. E’ quello a cui ho lavorato per tutta la mia vita.”

 

Marty:Questa è una DeLorean… che cosa gli hai fatto?”

 

Doc : “Un momento di pazienza e le tue domande avranno una risposta. Pronto a registrare?”

 

Marty: “Sì pronto.”

fonte: http://www.outatime.it/ritornoalfuturo/sceneggiatura/

Così ci viene presentato il Dr. Emmett L. Brown, Doc per gli amici, nel film Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, capellli bianchi da scienziato pazzo e sguardo allucinato, mentre nella sua tuta antiradiazioni si accinge a spiegare a Marty, e a noi spettatori, le basi del funzionamento della sua strabiliante invenzione: la macchina del tempo.
Venerdì pomeriggio il vostro fotoreporter d’assalto è stato al Museo Nicolis per fotografare queste automobili.

Il raduno, di cui vi ho parlato qui, è stato organizzato da:

http://www.autohank.de/ e http://www.deloman.de/.

Vedere 13 DeLorean DMC 12 tutte insieme è un’esperienza veramente unica!

C’era pure la security!

Dal comunicato ufficiale dell’evento gentilmente fornitomi dal personale del museo:

John Z. DeLorean è stata una delle più controverse figure del mondo automobilistico fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Giovane dirigente della General Motors a Detroit, egli coltivava da sempre il sogno di costruire una vettura che portasse il suo nome e il sogno divenne realtà. Infatti dopo avere costituito in America nel 1975 la DeLorean Motor Company (DMC), costruì in Irlanda del Nord, grazie a robusti finanziamenti del governo inglese, la fabbrica di automobili dalla quale nel 1981 uscirono le prime DMC 12. Il sogno svanì presto: nel 1982, già sopraffatto dalle difficoltà e dai debiti accumulati, DeLorean fu addirittura messo in prigione con l’accusa, infondata, di traffico di cocaina. .
La vettura da lui creata, la DMC 12, anche se dotata di un motore di derivazione Peugeot, che non le consentiva prestazioni esaltanti, ha comunque lasciato una traccia fra le granturismo di quegli anni. Alla progettazione del telaio aveva contribuito anche Colin Chapman, il patron della Lotus; la carrozzeria invece, costruita interamente in acciaio satinato con l’apertura delle porte ad ali di gabbiano, porta la firma di Giorgetto Giugiaro.”

Link utili:

http://www.delorean.it/

http://www.outatime.it/

http://www.ritornoalfuturo.it/


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