mojo

Evvai con gli zombies!


Twitterare o Bloggare?

Vediamo… la N è sempre al suo posto poi mmm dove sarà mai la Z ehm trovata. Ok è da un secolo che non scrivo sul blog ma ho iniziato a twitterare (http://twitter.com/ilmojo) e questo mi ha fatto venir voglia di tornare qui a bloggare. MI piace poter dire agli amici che sono un blogger.


-20° C

Sciare con meno venti non è piacevole. Certo ci si può proteggere dal freddo e c’è il vantaggio di trovare la pista in condizioni ottime. Indispensabile oltre ad una buona tuta da sci è la fascetta o il casco che vi copra la zucca. Però può accadere sempre l’inaspettato, l’inatteso, l’imprevisto del monopoli… La mia dolce metà si accorge in seggiovia, mentre ci accingiamo a raggiungere i 2500 metri di quota (sempre più in alto!), che ha dimenticato la sua fascetta. Così le cedo gentilmente il mio para zucca, le dico di non preoccuparsi sono un guerriero io, che vuoi che mi faccia un pochino di vento. Dopo i primi metri di discesa mi sembra di avere le orecchie surgelate. Che dolore. Però il Mojo è tosto e sopporta in silenzio. Risultato: la mia lei dice che sono un eroe, io dico che ho subito un danno permanente all’udito.

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Cosa non si fa per amore.


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Come in un film horror

Allora la scena è questa. Notte. Panoramica su una strada di un quartiere residenziale nell’inquadratura entra una buick rossa. Il Mojo sta tornando a casa. Interno della macchina, primo piano del nostro protagonista mentre parcheggia. Dalla sacca che porta con se capiamo che sta tornando dalla palestra. Sceso dalla macchina si avvicina al cancello. Mentre cerca le chiavi sente un rumore. La via è illuminata dalla luce spettrale della luna. Si guarda intorno ma non nota nulla. La camera inquadra un’ombra vicino ad un cassonetto. Noi sappiamo che non è solo. Trovata la chiave giusta il Mojo si china sulla serratura che si trova molto in basso (il cancello sembra essere stato progettato da uno dei sette nani). Mentre gira la chiave con il suo sederino all’insù – primo piano sul sederino – qualcosa inizia a correre verso di lui. L’ombra si avvicina. Questa volta il Mojo non si gira ma si concentra sulla chiave che non vuole saperne di entrare. Primo piano del Mojo, il suo volto è teso. Non ha molto tempo. Sente il fiato della cosa sempre più vicino. Fa scattare la serratura, apre il cancelletto ed entra richiudendolo alle sue spalle. Si gira e guarda la creatura. Ingrandimento sulla sua faccia colma di un orrore primordiale. La camera di sposta ad inquadrare la fonte del suo terrore. La cosa, supponiamo di proprietà del vicino, scodinzola e lo guarda con la lingua fuori. Il cane assomiglia al Cujo di Stephen King. La cinepresa inquadra i due che si studiano nel silenzio della notte. Il loro sguardo si sposta nella stessa direzione. La camera ci rivela cosa stanno guardando: il cancello dello scivolo… È aperto. Cut. The End?

NOTA DELL’AUTORE: i fatti narrati sono realmente accaduti. Mi sono preso solo qualche libertà su alcuni dettagli della storia: la mia macchina non è una Buick e il cane non è grosso come un San Bernardo. 😀


Running against the grain.

Ho bisogno di rimettermi in forma quindi oggi sono uscito tutto bardato contro il freddo per una corsetta. Correre fa bene oltre al fisico anche alla mente, mens sana in corpore sano dicevano i latini.

Sto per finire il mio giro abituale quando sento uno scalpiccio alle mie spalle. Continuo a correre, il rumore di passi si avvicina e il tizio mi supera.

Bono mi dico non chiedere troppo alle tue gambe… Bono… Col cavolo, aumento il passo e supero il povero tizio che nel frattempo si era messo a camminare. “Ho vinto!” penso e gongolando filo dritto verso casa.

Sono troppo competitivo? Non mi avete visto giocare a Risiko…

Video di Running against the grain


Buone Feste!

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Auguro a tutti voi un sereno Natale ed uno spumeggiante Anno Nuovo!